| L' ODIO NON SPEZZA UN SOGNO |
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| lunedì 31 marzo 2008 | |
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Villastellone (Torino), febbraio. “Volevano spaccarmi le gambe quei due. E ci sono quasi riusciti. Mi hanno preso a calci e pugni solo perchè vado a scuola di danza e il mio sogno è quello di diventare un ballerino. Mi hanno insultatoquasi ogni giorno per più di un anno, a scuola e fuori. Mi hanno anche detto, con disprezzo: “sei una femminuccia, sei un gay, vergognati”.
E di che cosa? Io non sono una femminuccia e neanche un gay, anche se amo la danza e non il pallone. Adesso mi muovo a fatica e solo con le stampelle, ma non mi sento uno sconfitto. Dopo avermi ridotto così mi hanno gridato: “E adesso prova a ballare di nuovo!”. Certo che ci riuscirò. Ci vorrà tempo, ma ci riuscirò. Volevano distruggere il mio sogno, non hanno distrutto niente: loro sono dei piccoli bulli di provincia, iocontinuerò a inseguire il successo emagari un giorno lo raggiungerò. Non bastano i loro pugni e i loro calci a fermarmi”. Fermo per due settimane. Siamo a Villastellone, in provincia di Torino, e Andrea, che ha 12 anni, è sdraiato con le gambe fasciate e le stampelle a portata di mano: ha un “trauma distorsivo-contusivo alla caviglia destra e forti contusioni alla coscia sinistra”, come dice il referto. Per due settimane dnon deve camminare, gli hanno detto i medici: la gamba destra non lo sorregge, il dolore è insopportabile. Accanto a lui c'è la mamma, ci sono i nonni materni e c'è il suo cane Gerard, che vorrebbe giocare, ma ha capito che Andrea non può muoversi, e allora si accuccia su una sedia vicino a lui. La gioia della fatica Imparò a camminare Andrea, e subito dopo, a soli due anni a danzare: prima prendeva lesioni al teatro nuovo di Torino, poi mamma Angela lo iscrisse alla famosa scuola di Loredana Furno, che di lui ora dice: “Ha sempre avuto una grande passione. Per Andrea provare e riprocare i passi è una gioia mai una sacrificio. Cercare di togliergli quella gioia è stato un atto di cattiveria disgustosa”. “Agli occhi di alcuni miei compagni” riprende Andrea, “io sono colpevole di voler diventare un ballerino e non, per esempio, un campione di calcio. Ma do fastidio anche perchè sono il primo della classe”. L'anno scorso, in prima media, qualcuno ha cominciato a dirmi: “Tu sei un secchione, ci fai fare brutta figura” e ancora “alle interrogazioni devi fare scena muta, altrimenti ti riempiamo di botte”. Ho avuto paura, più di una volta ho fatto finta di non saper rispondere alle domande. Ma la persecuzione è continuata lo stesso, mi lanciavano gli ilculti più feroci: “Te la faremo pagare, femminuccia”. E un giorno due di loro, gli stessi che poi mi hanno ridotto così sono passati a vie di fatto: uno mi teneva fermo, l'altro cercava di spindermi la testa dentro il gabinetto, alla turca. Per Andrea andare a scuola e rivedere quei due e sentire ogni giorno i loro insulti e le loro minacce, era diventato un inferno. Maledetto San Valentino E si arriva al maledetto 13 Febbraio, vigilia di S. Valentino. Andrea ha preparato dodici regali, tutti uguali per le sue colleghe aspiranti ballerine: dodici piccole tazze da cui spunta un orsetto di peluche con su scritto “I love you”. Ma le ha ancora a casa perchè quella giornata non va affatto come lui spera. Son quasi le 13.00 Andrea sta per uscire da scuola, è nello spogliatoio e si sta cambiando dopo due ore di ginnastica. Infila il piede in una scarpa, ma qualcuno gliele ha riempite entrambe di acqua. Chiede seccato “chi è stato”. Arriva con aria straffottente uno dei due bulli: “Io perchè” Arriva anche l'altro e Andrea si prende la sua dose quotidiana di sfottò e insulti. Stavolta il piemontese e il rumeno non si fermano alle parole “cominiciano a darmi pugni nello stomaco, poi calci, sempre più forti alle gambe. Io mi metto a gridare, il professore apre la porta e dice che a quei due farà una nota. Io esco barcollando e raggiungo mio nonno Antonio che mi sta aspettando in auto, e lui mi porta a pronto soccorso”. La mamma di Andrea ha sporto denuncia. La nonna di uno dei due presunti bulli scagiona il nipote. Il nostro incontro con Andrea è finito. E' ora di andare a dormire. E' ora di sognare Nureyev e Acosta e di dimenticare almeno per una notte tutti i bulli di questo mondo (Tratto da "Oggi”) |
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