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La violenza diffusa tra i giovani non va intesa soltanto come violenza fisica, ma anche psicologica in quanto oltre alla prepotenza a volte si possono anche aggiungere insulti pesanti che feriscono profondamente la persona. Spesso si può sentire ai telegiornali di ragazzi e ragazze che giungono all’estremo gesto del suicidio dopo essere stati malmenati, oltre che aver poi subito gravi ricatti e offese. Questo succede anche di fronte ad insegnati ed alunni che assistendo a queste spiacevoli vicende non intervengono e non vengono presi provvedimenti nei confronti di questi bulli.
Un esempio significativo, che ci riguarda da vicino, è quello successo a febbraio nella nostra scuola, dove una ragazza di 16 anni, frequentante un’altra scuola, si era recata durante l’intervallo nel nostro istituto accompagnata da altre due ragazze coetanee con un obiettivo ben preciso: cercare la ragazza che usciva col suo ex-ragazzo, non per parlarle con calma, ma per pestarla. Le due accompagnatrici sono rimaste a guardare la scena senza intervenire e senza cercare di fermare l’amica. Essendo l’intervallo, nella scuola giravano molti studenti, ma nessuno ha avuto il coraggio di intervenire per aiutare la mal capitata. Un’insegnante aveva chiesto spiegazione alla ragazza della sua presenza in un istituto che non frequentava, ma questa ha risposto in modo sgarbato e maleducato. Sembrerebbe che questa ragazza sia stata successivamente punita con una sospensione attraverso la comunicazione dell’avvenuto da parte del preside del nostro istituto a quello dell’istituto della ragazza. (informazione non sicura, quindi da prendere con le pinze). Fortunatamente non tutti gli adolescenti, quando si trovano dinnanzi ad un ostacolo reagiscono in modo violento, come se tutto quello che voglio gli sia dovuto. Dopo tutto, come dice il proverbio, l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re. Una persona ha commentato questo articolo 1. non sempre manca il coraggioSergio, EditorIn questo articolo si parla del coraggio di intervenire per fermare qualcunon che sta picchiando qualcun altro in una scuola. Nella mia scuola non ci sono stati fatti di bullismo importanti, almeno che io sappia. Comunque è vero che è sbagliato chiudere un occhio (o anche tutti e due) di fronte a queste scene; ma per seguire l'esempio dell'articolo, cosa avrebbe potuto fare un ragazzo intervenendo contro le tre ragazze in questione? Ovviamente niente. Quindi penso che anche io se fossi stato da solo di fronte a questa scena non sarei intervenuto, però se fossi stato con qualche mio compagno probabilmente saremmo intervenuti per cercare di far ragionare queste ragazze. Quindi concludendo bisogna dire che il coraggio di intervenire arriva solo se i “soccorritori” sono in gruppo, perchè una singola persona non può fermarne tre. |