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Quando si parla di adolescenti, li si identifica soltanto come quelli con l’ombelico in bella mostra sui pantaloni a vita bassa e gli abiti di una stessa marca acquistati negli stessi negozi. I loro antagonisti sono i cosiddetti alternativi che rifiutano l’abbigliamento della massa, prediligono scarpe bombate, maglie larghe con teschi, pantaloni col cavallo al ginocchio, sognano l'anarchia e formano, a loro volta, un branco perché, alla fine, sono tutti vestiti nello stesso modo.
| | Alternativi e non sono critici nei confronti della società, perché il futuro che essa propone spesso pare voler soffocare sogni e aspettative. La vera differenza tra la massa e gli alternativi sta nel loro modo di reagire a questa scoperta, infatti i primi cercano di trovare una via di mezzo, adeguandosi là dove non si sentono costretti ad abbandonare del tutto i propri sogni; mentre l'altra reagisce andando contro la società, rifiutando qualsiasi alternativa. Questo non sta a significare che la massa è solo un gruppo di ragazzi con vestiti firmati e il cellulare con la fotocamera, non sono pecoroni senza personalità e idee politiche, disposti a seguire sempre e solo il gregge. Esistono certamente gli eccessi, ma dietro la facciata si nasconde una maggioranza di ragazzi che si interessa di politica, cinema, musica (non soltanto il "tunz-tunz" del sabato sera in discoteca), dei problemi sociali. I loro sogni? Non soltanto di fare la velina o il calciatore,di avere il villone o lo yatch a Porto Cervo. Molte ragazze, pur pensando ad un futuro in cui lavorare per avere una loro personale indipendenza, vorrebbero non rinunciare alla famiglia e ai figli, che sono rimasti valori importanti; e un numero sempre maggiore di ragazzi sogna di fare il giudice o il magistrato per una voglia di legalità e di giustizia che forse non vedono nelle istituzioni d'oggi, sognano di fare i giornalisti, per raccontare in modo obiettivo la verità, spesso sabotata dalla politica e dall'interesse personale, sognano di fare anche i politici, per contrastare un mondo sempre più corrotto. Dopotutto si sogna ancora di cambiare il mondo, la differenza, forse, sta nella rabbia che si esprime. di Cristina Patti - Liceo Scientifico E. Amaldi di Orbassano, Classe III G |
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